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Questa pagina
desidera fornire delle informazioni sul paese di Nuragus ai
turisti che vogliono incontrare e scoprire in qualsiasi periodo
dell'anno un territorio dove, I'ambiente incontaminato, i siti
archeologici di notevole importanza, il folklore, le tradizioni,
vengono conservati con grande cura da
un popolo ricco di storia. Tutti gli
storici che hanno trattato di cose sarde individuarono come
abitanti della zona i popoli Valentini, i quali realizzarono,
nell'attuale territorio di Nuragus, una città romana. Questa
città di nome Valentia (o Valenza) venne poi distrutta e dai
vandali e dalla peste. I sopravissuti si insediaroro nel luogo in
cui sorgeva la vecchia chiesa di Santo Stefano e dove oggi si
trova l'attuale paese. I resti della antica città di Valentia
sono ancora oggi visibili e oggetto di scavi archeologici.
Sull'etimologia di Nuragus vi sono diverse teorie. Senz'altro e
da accettare la tesi del Casalis che nella sua opera sullo studio
degli Stati del Regno di Sardegna, afferma che il nome Nuragus
sia da ricavarsi dalle numerose presenze di nuraghi (34) sul
territorio. Il più importante è quello di "Santu Millanu",
esso è in ottimo stato di conservazione, lascia intravedere le
quattro torri laterali, tipiche delle fortezze nuragiche, a
testimon
ianza
dell'esistenza di un vero e proprio villaggio nuragico; è
inoltre presente, situato nelle vicinanze di questo insediamento
nuragico un pozzo sacrificale (pozzo sacro nuragico di Coni).
C'è da aggiungere che Nuragus all'epoca dei giudicati faceva
parte del giudicato d'Arborea come risulta dalle schede n° 33,
122, 132, 146 (anni 1149/1184).
Attraverso queste semplici e poche righe vorremo suscitare
l'interesse del lettore generando in lui una curiosità tale da
portarlo qui dove poter verificare di persona queste cose e
fargli scoprire tutto quanto non è stato possibile dire in
questo poco spazio.